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Sotto la luce dell’ingranditore
Sonia Rossi Fotografia analogica off camera Filogrammi La luce germinale - 2024

Cellogrammi e filogrammi

Figure realizzate con materiali diversi quali carta, filo di ferro, cellophane, ed altri, sono poste a contatto più o meno diretto con la carta fotografica, sotto la luce dell’ingranditore, in camera oscura, realizzando fotogrammi, che sono definiti cellogrammi quando il protagonista è il cellophane, o definiti dall’autrice filogrammi quando l’interprete principale è il filo di ferro.

L’immagine latente è svelata, con il consueto processo di sviluppo e fissaggio, base della fotografia analogica, che l’autrice esegue personalmente.

camera
oscura

Cellogrammi

Filogrammi

Rinascimento a Ferrara

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Luci-fotogrammi
sviluppo e
fissaggio
sviluppo e
fissaggio

La magia di opere uniche e irriproducibili

I luci-fotogrammi sono eseguiti in camera oscura, con applicazione di una fonte di luce puntiforme, che disegna e dipinge sulla carta fotografica, con interposizione di una scenografia creata dall’autrice con figure prevalentemente realizzate di propria mano con materiali diversi e poste a contatto più o meno diretto con la carta fotografica.

Dopo la progettazione e la pre-visualizzazione dell’immagine, è fondamentale la pre-visualizzazione dei caratteri della luce da applicare, poiché il procedimento richiede rapidità di esecuzione, pochi secondi, nei quali intensità, velocità di applicazione e distanza della fonte luminosa dalla carta fotografica sono finalizzate a creare impressioni di volume e movimento.

Esiste però un ulteriore aspetto emozionante del processo, rappresentato dal briciolo di imprevedibilità che lo caratterizza: la lenta rivelazione dell’immagine latente, con il consueto processo di sviluppo e fissaggio, che l’autrice esegue personalmente, rappresenta una fase coinvolgente della creazione quando svela un particolare inatteso, sfuggente alla logica, quindi magico. È proprio questo elemento a rendere ogni opera unica e irriproducibile.

Evocazione Morandi

Bottiglie, caraffe e vasi tridimensionali, reminiscenti di quanto rappresentato nelle nature morte di Giorgio Morandi, sono state realizzate in cartoncino nel corso del 2025. Collocate su carta fotografica, in camera oscura, sono spennellate con la luce emessa da una fonte di luce puntiforme. Il progetto consta attualmente di 20 opere, realizzate nel corso del 2025-26.

L’idea di interpretare le nature morte del Maestro, pittore e incisore bolognese, risale al 2023, anno in cui realizzai un «cellogramma» (fotogramma, sotto la luce dell’ingranditore, con figure in cellophane) intitolato «Vasi e Bottiglie». La ricerca del materiale adatto e la costruzione degli oggetti si è conclusa finalmente nel 2025.

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Chimi-fotogrammi

Una scommessa giocosa tra l’autrice e la luce

Gli elementi della scenografia, posti sulla carta fotografica, e lo spazio ad essi circostante sono spennellati con le soluzioni chimiche dello sviluppo e fissaggio ed esposti alla luce. L’immagine finale è il risultato di un processo lento, di un’attesa paziente, di una scommessa giocosa tra l’autrice e la luce artificiale e naturale di varia intensità. Ogni opera è unica e irriproducibile.

luce
naturale
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disegno e camera oscura

Dai segni alle figure

Disegni realizzati a mano, a matita, nascono dal sentire interiore, con un gesto prima impulsivo e poi riflessivo, che si traduce in un segno prima netto semplice o complesso, da cui emergono poi figure, anche scomposte. I disegni sono successivamente stampati singolarmente e personalmente dall’autrice, su carta fotografica, in camera oscura.

disegno
a matita

Umanità. Le contraddizioni umane

off camera di Natale

2023

2024